Linee Guida per eventi sportivi inclusivi, la presentazione a Pisa

L’inclusione, gli atenei, le associazioni, i Cus: la disseminazione del progetto FederCusi. Un passo avanti concreto e condiviso. In sinergia con un traguardo che coniuga formazione avanzata, benessere e abbattimento di barriere e luoghi comuni

A cura di Mario Frongia (Articolo pubblicato su Federcusi.it)

“Sarò magari povero, ma infelice non lo sono!”. La frase del cittadino toscano non vedente in risposta al candidato sindaco la racconta Giuliano Pizzanelli. La sala Tornado si concede una risata genuina. Il presidente del Cus Pisa – che ha ricordato la tragedia di un sedicenne toscano finito sulla sedia a rotelle per poi andarsi a prendere l’oro paralimpico a Seul – chiude la prima parte dei lavori sulle “Linee guida per eventi sportivi inclusivi”. L’applauso è lungo e convinto. Aperto dal presidente FederCusi, Antonio Dima, l’appuntamento all’Hotel Galilei a Pisa ha “sinergizzato”, per usare le parole dell’assessora pisana, Frida Scarpa, attenzioni, visioni e passi dei protagonisti, oltre un centinaio.

Presidenti, dirigenti e tecnici dei Cus, attori istituzionali diretti e indiretti, ex campioni e giovani atleti. Ci sono tutti. Il futuro non ammette assenze. Antonio Dima va dritto per dritto: “Dobbiamo costruire ponti per camminare assieme. Abbiamo un traguardo ineludibile: formare e costruire la classe dirigente del Paese”. Il presidente ha colto l’assist di un percorso di inclusione e fruibilità, “degli atenei che devono correre verso lo stesso obiettivo con le municipalità pronte a cogliere opzioni di crescita e sviluppo”, per lanciare il sasso oltre la curva: “Pensiamo e attrezziamoci per diventare Federazione scolastica. Si passerebbe da 130mila iscritti a poco meno di quattro milioni: un numero che mette paura. Ma anche sei anni fa, quando da ente di promozione ci siamo messi a lavorare per diventare federazione, c’erano le stesse sensazioni. Riflettiamo assieme, ma noi ci siamo”. Con Marco Macchia, delegato del rettore di UniPisa ai rapporti con il territorio, si ha conferma di quanto FederCUSI sia vicina alle Università nelle progettualità: “Partiamo dall’articolo 33 della Costituzione in una città da 90mila anime con 50mila figure universitarie. Potrei citare i progetti “Health on campus”, la decima edizione della tappa mondiale di scherma paralimpica, “Strabilianti 2024”, “Un gol per la salute” assieme alla Figc e FederFarma, o anche le due auto a disposizione degli studenti disabili. Per includere e abbattere barriere c’è da fare, ma siamo sul pezzo”.

Frida Scarpa, atleta di scherma di livello internazionale nel fioretto con al collo l’oro a squadre conquistato ai mondiali di Nimes nel 2021, sottolinea quanto “le politiche di inclusione, sportive e no, sono al centro della nostra amministrazione. Vi ringrazio per averci coinvolto e plaudo all’eccellente lavoro che state facendo”.

Da Sport e salute ai sette punti delle Linee guida

La sala ascolta i videosaluti di Marco Mezzaroma. Il presidente di Sport e Salute mostra gratitudine per i progetti di FederCusi, “realtà che nel lavorare sull’inclusione nello e con lo sport ha tutta la nostra stima. Promuovere rispetto, uguaglianza, parità di opportunità sul territorio, è opera meritoria”. Sport e Salute ha finanziato il progetto IUG e la disseminazione, da Caserta a Pisa. Rossana Ciuffetti, direttrice di Sport impact, dipartimento di Sport e Salute che segue i finanziamenti per le progettualità degli organismi sportivi come le federazioni, accelera: “Il nostro connubio con FederCusi ci regala tante soddisfazioni. I progetti con gli enti locali come InclUniGames, hanno colto dati eccellenti: 1.875 partecipanti in tredici regioni, 12.478 presenze e 78 eventi. Con un valore educativo speciale”. La direttrice della Scuola dello sport ricorda “i progetti per le nuove generazioni così come quelli per gli Over 75 o la creazione di cento playground all’aperto sparsi per l’Italia”. Insomma, eppur si muove. FederCusi, collante e culla di storie che fanno stare meglio, creano percorsi proficui, hanno visioni intriganti, investono nella formazione e nel futuro. Luca Fanucci, presidente della Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati dei Rettori alla disabilità, ricorda Paolo Mancarella rettore di UniPisa e primo delegato sul tema, e rimarca i “ventimila studenti con disabilità sparsi per le Università italiane.

Le norme, dalla legge 104 alla 17/98, la 170/2010 sino alle Linee guida del 2024, intervengono su un settore in costante evoluzione. Adesso, si deve ragionare sulla didattica inclusiva per l’intera comunità e sugli studenti con bisogni educativi speciali”. Il professor Fanucci amplia la riflessione: “Promuovano le relazioni di valore e diciamo no alle sterili affermazioni concettuali che passano dal “poverino”. Il docente rimarca “forza e resilienza dei disabili, elementi utili a farci crescere assieme. Il concetto della disabilità va ragionato senza scordare il contesto e l’ambiente circostante”. Marco Gesi, delegato FederCusi Toscana sul tema, sottolinea i “sei anni da prorettore con delega allo sport e la creazione di Unisport Italia. È stata una svegliata positiva un po’ per tutti. Lo sport può essere una grande opportunità multidisciplinare per gli atenei”.

In chiusura, Filippo Corti, segretario di FederCusi, ha tracciato il profilo del lavoro (“Intenso e costante”) contenuto nelle linee guida e nelle sue finalità. “Questo è un giorno di semina e raccolto. Abbiamo operato su un’idea e una dimensione che è stata precisata dai vari interventi dei protagonisti. Le Linee Guida per eventi sportivi inclusivi, premesso che non esiste un modello operativo universale di inclusione, contiene indicazioni declinate in sette punti. Il primo riguarda l’identità inclusiva, l’ultimo lo sviluppo continuo per il miglioramento di ogni attività”.

Il Documento “Linee Guida per eventi sportivi inclusivi” è consultabile sul sito del centro di documentazione CUSI sport inclusivo. Sintetizza l’eredità maturata negli anni dal 2018 ad oggi e rappresenta uno strumento fruibile da tutti: CUS, associazioni, amministrazioni, ecc. Si ringrazia in particolare modo il Dott. Andrea Ippolito, referente del centro di documentazione CUSI sport inclusivo e il Dott. Matteo Esposito co-founder CMA per il lavoro svolto.