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Un successo la 20° Edizione del Torneo di Hockey

Si è concluso il 20° Torneo internazionale di Hockey “La Befana sotto la Torre”, dedicato ai più giovani. Oltre 140 atleti tra 6 e 14 anni, divisi in 20 squadre spesso miste, si sono sfidati negli impianti del Cus Pisa. Il torneo ricorda Stefano Messerini, giovane hockeista scomparso a 26 anni in un incidente di montagna.

Di seguito le squadre vincitrici per ogni categoria:

Under 8: Hc RivaUnder 10: Hc RivaUnder 12: Juvenilia UrasUnder 14: Juvenilia Uras

Un premio speciale è andato a Daniele, l’atleta più giovane, nato nel 2018 (foto).

Per l’occasione è stata lanciata la prima iniziativa di un progetto contro la violenza di genere che il Cus porterà avanti nel 2024 insieme all’Università di Pisa, coinvolgendo l’intera comunità sportiva. È stato esposto uno striscione a sostegno dello Sportello Interuniversitario contro la violenza di genere, inaugurato dalle squadre di hockey e destinato a passare tra tutte le squadre del Cus. Avviata anche una campagna di comunicazione rivolta ai più giovani, contro gli stereotipi di genere e per uno sport più inclusivo.

Nel corso dell’anno sarà organizzato con l’Università di Pisa un convegno sulla violenza di genere nello sport e sulle buone pratiche per contrastarla. Il Cus Pisa offrirà inoltre formazione specifica sul tema e nominerà un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni per tutelare l’integrità degli atleti.

“Oggi diamo il via a un percorso di crescita per tutta la comunità sportiva, verso la parità di genere, verso uno sport più giusto e più bello”, dichiara Stefano Pagliara, presidente del Cus Pisa. “I fatti di cronaca, purtroppo quotidiani, impongono una riflessione più profonda. Sentiamo la necessità di fare qualcosa in più. L’ambiente sportivo non è esente da rischi di discriminazioni e violenze, ed è un fatto che le opportunità di carriera non siano pari tra uomini e donne. Per questo abbiamo deciso di mettere in campo una serie di azioni per affrontare e superare gli ostacoli all’equità di genere”.  

“Vogliamo essere più capaci di prevenire abusi – aggiunge – ma anche di rispondere adeguatamente in caso di emergenze o conflitti. Vogliamo promuovere un ambiente e una cultura dello sport rispettosa delle differenze, inclusiva e orientata al benessere. E vogliamo che le bambine e i bambini che frequentano i nostri spazi si sentano sempre a loro agio e possano praticare lo sport che desiderano con la spensieratezza che richiede la loro età”.

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